
Ciao a tutte le sognatrici e sognatori, per iniziare bene il 2012 ecco una bella intervista fatta nel 2005 precisamente il 24 novembre all'Arena live di Mendrisio da Monica Monnalisa Mazzei ed era stata pubblicata sul portale di Ticino News www.ticinonews.ch
Un grazie di cuore a Monica, da tutti noi. 
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Intervista esclusiva a Federico Poggipollini.
Concerto di Capitan Fede all'Arena Live di Mendrisio.
Federico Poggipollini è sbarcato per la prima volta in Ticino ieri sera, per cantare all’Arena Live di Mendrisio.
Io e Mattia abbiamo ottenuto un’intervista con lui ed eravamo parecchio emozionati, un po’ perché era la nostra prima intervista per TicinoNews e un po’ per la fama di “Capitan Fede”, giovane dai molti talenti, ben conosciuto per aver cominciato la sua carriera come chitarrista di sanguigni mostri sacri del rock italiano come i Litfiba fino a un po’ di anni fa, e Ligabue a tutt’oggi…
Vabbè, non è il caso di farsi condizionare troppo!, mi son detta, nel scorgere la sua figura flessuosa sul palco, mentre è intento a posizionare gli strumenti.
Anche Fede ci scorge e sapendo di noi, ci viene subito incontro con un affabilissimo sorriso.
Bè… Un bel tipo davvero, capisco perché le fans si strappano i capelli per lui! Ma Fede si rivela subito carino anche nei modi e, con il suo dolcissimo accento bolognese, chiede a noi quando vogliamo iniziare e se vogliamo prima bere qualcosa con lui…
“Viene molta gente in questo locale di solito?” si informa subito. Alla nostra risposta affermativa, ci spiega che quella all’Arena è la data che inaugura il suo tour, che proseguirà il 2 dicembre nel pavese, continuando per Varese (il 3), Bresso (9), la sua nativa Bologna (10), per terminare con Frosinone (il 16 dicembre).
Anche lui e la sua band sono un po’ tesi, ci racconta, “…perché una prima è sempre una prima, anche quando si hanno sulle spalle tanta gavetta e tanta esperienza e sicuramente faremo degli errori. Ma non importa, gli errori fanno parte del gioco e vanno accettati!”.
Colgo subito l’occasione per iniziare l’intervista vera e propria!
Monica: “Già, infatti!… Ma raccontaci un po’, cosa spinge un artista che ha già avuto tante soddisfazioni suonando con nomi come Litfiba, Ligabue e ultimamente anche gli Aereoplani Italiani, a volersi mettere, per così dire, in proprio!”
Fede: “Vedi, la molla che mi ha portato a questo è stato il desiderio di scrivere e di tirare fuori qualcosa di mio… Nel lontano ’87, agli inizi della mia carriera, io affrontavo ancora la musica in modo diverso, più strumentale, piuttosto che come cantante.
Avevo però già allora qualcosa di mio, che avevo scritto nel pochissimo tempo libero che mi rimaneva e che avevo il desiderio di cantare e per fortuna ho trovato una persona che in quel periodo si è molto interessato ai miei testi e che come me ha avuto il desiderio di farli conoscere.
A quel punto ho capito che era arrivato il momento di trovare una mia credibilità come cantante…”
Monica: “Raccontaci allora del tuo primo disco…”
Fede: “Del mio primo disco ricordo soprattutto la mia voce ancora acerba e il mio bisogno di sperimentazione e di mettermi alla prova.
Ancora oggi vivo dei momenti di incertezza e sento che la mia ricerca personale continua, ma piano piano posso dire che sto riuscendo a trovare la mia strada da un punto di vista sia musicale, che concettuale e di voce…
Anche se non sarà il caso di stasera, visto il mio gran mal di gola, ma negli album prometto che potrai sentire di meglio!” (E qui mi illumina con un altro dei suoi meravigliosi sorrisi così affascinanti e allo stesso tempo timidi…)
M: “Ah, certo, ma ho già avuto modo di ascoltare!”, lo rincuoro immediatamente, “… Ma se tu dovessi descrivere un po’ il tipo di massaggi che vuoi lanciare o com’è la tua musica ad una persona che non ti ha mai sentito, cosa vorresti capisse subito di te?”
F: “Io ho sempre ascoltato musica straniera, come i Clash ad esempio, e amo ispirarmi soprattutto ad un tipo di tecnica anglosassone e americana, così nei miei brani difficilmente racconto una storia dall’inizio alla fine, come si fa tipicamente in Italia.
Questo serve a trasmettere delle sensazioni in modo più immediato in modo da far rivivere quasi le immagini di una fotografia… E trovo che in questo modo, non esistendo un finale, chiunque all’ascolto possa immedesimarsi più facilmente e vederci impressa la propria storia…
Nel mio album di prossima uscita, ci saranno moltissime di queste ‘istantanee’ e proprio questa sera canterò tre canzoni che fanno parte di questo disco…”
M: “Ma si sa già quando uscirà questo disco?”
F: “Non so ancora dirlo a dire il vero perché dipende molto dagli impegni miei e della persona con la quale mi occupo della promozione e della realizzazione dell’album…”
M: “Ma tu hai già avuto modo di avere contatto con il tuo pubblico degli inizi e di oggi e di scoprire se è sempre lo stesso e cosa cerca seguendoti nel tuo personale viaggio?”
F: “È un pubblico un po’ alla ricerca come me, nel senso che è sicuramente interessato a quello che faccio e che ho fatto come chitarrista, perché di base ciò che il vero fedele della mia musica capisce è che a prescindere che suoni con Luciano o per conto mio, la cosa importante per me è il legame e la mia crescita insieme alla mia chitarra.
Così, la matrice è senza dubbio sempre la stessa, ma a livello compositivo certamente il discorso cambia. E questo, senza nulla togliere a ciò che faccio quando suono con Luciano, che apprezzo moltissimo; solo che non posso dire di sentire miei i suoi lavori… Anche perché sarebbe veramente assurdo ricalcare il suo stile per esprimere ciò che io ho dentro.”
M: “E quali sentimenti ed emozioni ti pervadono quando crei le tue istantanee?”
F: “Sono canzoni che vivono delle emozioni che io vivo e che quindi scrivo quasi di getto, sull’onda di un ‘lancio’ di frasi che nascono nella mia testa di conseguenza a queste sensazioni e sulle quali io poi ricamo praticamente delle storie…
È qualcosa di difficile da spiegare. Ma in ogni caso i contenuti sono quasi sempre sull’amore tra uomo e donna e storie che parlano delle sfumature di questo rapporto, perché è ciò che sento di più dentro di me come cantautore.”
M: “ Tu sei un artista molto poliedrico, infatti so che sei anche dj e che in questa veste hai partecipato al ‘Mediabrain Roadshow’ di quest’anno a Bologna. Vuoi parlarci del tuo ruolo lì e di quello che ti ha permesso di comunicare?”
F: “In quel caso era la presentazione di un libro, e per me è stata un po’ l’occasione per ripercorrere la mia carriera musicale, ma anche per parlare del rock e del suo ruolo nel passato fino a giungere ai tempi moderni.
Lo scopo è stato quindi non quello di far ballare, ma di far divertire la gente in modo costruttivo e di trasmetterle ciò che avevo sentito io in questi anni.”
M: “Pensi che il rock dovrebbe essere un genere musicale che dovrebbe sempre trasmettere un messaggio di tipo sociale oppure no?”
F: “Penso che il rock non possa più di tanto cambiare le cose, anche se apprezzo questo genere di lavori, pur tenendomi distaccato da questa direzione e continuo a vivere il rock a modo mio.
Mi capita qualche volta di mettere dentro qualcosa del genere ma poi ci ripenso, e non voglio essere come un ‘guro’ per la gente. Preferisco parlare con le persone di quello che penso senza metterlo in musica.”
M: “ Caratterialmente, come ti presenteresti?”
F: “ Sono un entusiasta e uno che vive la musica in modo passionale e che continua a farla soprattutto per divertirsi.”
M: “Bisogna dire che sei rimasto molto umile nonostante tutti i successi raccolti fino adesso…”
F: “Non mi sono assolutamente mai montato la testa anche se c’è chi lo dice, perché comunque faccio un lavoro come un altro e lo svolgo con lo stesso impegno degli inizi, anche se a volte le ciambelle non riescono col buco! Per questo motivo sono ancora io che monto gli strumenti sul palco, ad esempio…
Stasera, suonerò tre canzoni inedite e questo tour sarà l’occasione per lanciare in anteprima il nuovo disco e sarà ancora come un nuovo inizio…
In particolar modo stasera sarò orgoglioso di suonare un brano che ho inciso con gli Aeroplani Italiani, ma che era delle Orme, e il cui produttore ha avuto anche una collaborazione con Angela Baraldi, con la quale a Londra ha prodotto ‘Troppo Zucchero’, inserito nel suo cd ‘Rosa Sporco’.”
M: “Bene, allora io ti faccio tanti auguri per il tuo tour e per il tuo nuovo disco e ti ringrazio a nome di tutti i lettori di TicinoNews!”
F: “Grazie a tutti voi e spero ci siano numerose occasioni di tornare qui!
Quindi, a presto!”
Al termine della nostra chiacchierata, Capitan Fede torna subito al suo soundcheck.
È un tipo meticoloso e prova e riprova i pezzi numerose volte!...
Il concerto inizia alle 23, ad arena gremita. Anche qui si fanno vive parecchie fanciulle esultanti, ma Fede sembra esserci ormai abituato!
Inutile quasi sottolineare l’energia che si diffonde nell’aria grazie alla sua voce e alla sua chitarra, oltre naturalmente agli strumenti della sua collaudata band…
Lascio a voi il piacere di scoprire i suoi nuovi brani (se non c’eravate, non perdete la prossime date italiane!), ma vi dico solo che si riconfermano la sua linea ed il suo talento, e quella sua particolare miscela di rock alternata a tonalità più dolci e melodiche, che lo rendono unico e, probabilmente proprio per questo, amato e seguito da una altrettanto eterogena fetta di pubblico.
Pubblico che non sembrava aspettare altro che di perdersi nei suoi brani comunque più famosi, dalla meravigliosa “Canzone d’amore” (rilanciata con gli Aeroplani Italiani, ma in realtà di proprietà originaria delle Orme), e di stringersi in un romantico lento all’intonare di “Bologna e piove”.
Non è mancata però una chicca inaspettata e graditissima: “Il mio nome è mai più”, mitico brano anti - guerra del trio Liga - Jova - Pelù.
Non posso che concludere che si è trattato di un concerto imperdibile!
Intervista: Monica Mazzei
Foto: Mattia Beccucci
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